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Disturbi ansiosi: classificazione ed esplorazione delle varie forme di ansia – Inizia il tuo percorso verso il benessere

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Spesso, quando si parla di ansia, si tende ad accomunare, in un unico grande calderone, disturbi che in realtà sono differenti fra loro, sia dal punto di vista dei sintomi, che delle cause e dei possibili trattamenti.

Eterogeneità dei quadri clinici

I disturbi d’ansia, infatti, comprendono un insieme eterogeneo di condizioni cliniche di entità variabile e la stessa ansia, di per sé, in alcuni contesti, può non essere un’entità decisamente patologica, ma un fenomeno parafisiologico, ovvero ai limiti di norma.
Vediamo di seguito che cosa significa, e quali sono esattamente i disturbi ansiosi più diffusi.

Paura ed ansia: un crescendo fra normalità e disturbo

Prima di addentrarsi nella classificazione e nella descrizione dei disturbi d’ansia, è indispensabile operare una classificazione fra due entità che, erroneamente, vengono spesso confuse: la paura e l’ansia vera e propria.

Che cos’è la paura

La paura è infatti una risposta psichica ed emotiva, caratterizzata da preoccupazione rispetto a una minaccia reale ed imminente, in grado di procurare un danno tangibile e verosimile.

Che cos’è l’ansia

L’ansia, di contro, si caratterizza per uno stato di allerta e preoccupazione che riguarda una possibile minaccia futura, non incombente, spesso percepita come più intensa e realistica di quanto non sia in realtà.

Due entità che spesso coesistono

Naturalmente, ansia e paura spesso si sovrappongono e possono essere presenti contemporaneamente, determinando effetti sia a livello psichico che a livello corporeo, come vedremo

Gli effetti della paura, dell’ansia e dello stress sull’organismo

L’attivazione del sistema nervoso autonomo come risposta a paura ed ansia

Una reazione di paura determina, normalmente, l’attivazione del cosiddetto sistema nervoso autonomo: si tratta delle fibre nervose che connettono il sistema nervoso centrale (encefalo) agli organi periferici, determinando una modifica della loro funzionalità in base alle condizioni percepite.

I risultati “a valle”: disregolazione dell’apparato cardiovascolare, muscolare, endocrino

In risposta ad una condizione di paura, ad esempio, si verificherà un’attivazione del sistema cardiovascolare, muscolare ed endocrino, con la funzione di preparare all’attacco o alla fuga dalla minaccia percepita.

Gli effetti sull’organismo

Il soggetto presenterà pertanto un incremento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa, dell’afflusso di sangue a livello muscolare, della frequenza respiratoria, oltre che dei livelli di alcuni ormoni, come adrenalina, noradrenalina e cortisolo.

Ansia e stress protratti: due nemici giurati della salute

Le medesime modifiche avvengono in condizioni di ansia e di stress che, se protratti e ripetuti, e possono condurre nel tempo ad alterazioni organiche e alla comparsa di veri e propri stati patologici come ipertensione arteriosa, iperglicemia sino al diabete e molto altro.

Effetti dell’ansia sul corpo

Per approfondire questo argomento, puoi leggere l’articolo che gli ho appositamente dedicato: Curare la psiche, guarire il corpo: come il disagio psichico incide sulla salute fisica – Il ruolo della cura psichiatrica e psicoterapica

La classificazione dei disturbi ansiosi

L’eterogeneità clinica dei disturbi ansiosi fa sì che debbano essere affrontati con altrettanta flessibilità

Come dicevamo, i disturbi ansiosi sono numerosi e diversi fra loro, e non tutti i quadri ansiosi possono essere accomunati e ricondotti alla stessa entità.

La classificazione secondo il DSM dei disturbi ansiosi

I disturbi verranno di seguito classificati, considerando l’attuale classificazione proposta dal Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM).

Elenco dei principali e più diffusi disturbi ansiosi

A ciascuno di essi è dedicato un separato articolo di approfondimento clinico.
Ecco i principali:

  • Disturbo d’ansia generalizzata;
  • Disturbo d’ansia da separazione;
  • Mutismo selettivo;
  • Fobie specifiche;
  • Disturbo d’ansia sociale;
  • Disturbo di panico;
  • Agorafobia;
  • Disturbi d’ansia indotti da sostanze, farmaci o condizioni mediche;

Disturbo d’ansia generalizzata

Si tratta del “classico” disturbo ansioso a cui siamo abituati a pensare: l’individuo affetto ha costanti preoccupazioni e apprensione, che perdurano nel tempo, e che possono riguardare le più svariate questioni o attività.

Per approfondire, vedi: Quando l’ansia “non passa”: strategie di diagnosi e trattamento nel disturbo d’ansia generalizzata

Disturbo d’ansia da separazione

Può riguardare bambini, adolescenti o adulti che, al momento in cui debbano separarsi dalle principali figure di attaccamento (genitori, partner, figli, fratelli/sorelle) manifestano sintomi ansiosi, paura della perdita o che possa avvenire loro qualcosa di dannoso.

Questo disturbo può avere importanti ricadute comportamentali, compromettendo seriamente la qualità di vita di chi ne è affetto.

Per approfondire: Ansia da separazione: quando la paura di essere soli è troppo forte – Prospettive di cura

Mutismo selettivo

Questi individui riescono a parlare soltanto con determinate persone, o in determinate situazioni sociali, rimanendo letteralmente senza parole in situazioni differenti.

Spesso vanno incontro a discriminazioni perché ritenuti poco intelligenti o “strani”, senza tuttavia che esista alcun fondamento per tali affermazioni.

L’intelligenza o la personalità normalmente non sono coinvolte nei quadri di mutismo selettivo.

Fobie specifiche

Quasi ogni individuo soffre di almeno una fobia: a prescindere da quale sia l’oggetto che incute terrore (mezzi di trasporto, animali, personaggi, clown, iniezioni o procedure mediche, etc.).

Si tratta infatti di un’entità clinica estremamente diffusa e che, nella maggior parte dei casi, riesce ad essere gestita e a consentire una vita normale.

Tuttavia, in alcuni casi, le fobie diventano invalidanti e compromettono la qualità di vita del paziente, soprattutto a causa dei sintomi di evitamento.

Disturbo d’ansia sociale

In questo disturbo, il fattore scatenante per i sintomi ansiosi sono determinate situazioni sociali, in cui il soggetto ha timore di essere osservato o giudicato negativamente.

Anche in questo caso, vengono messi in atto meccanismi di evitamento che conducono a un progressivo isolamento sociale.

Per approfondire: Disturbo d’ansia sociale – Quando l’ansia induce all’isolamento – Venirne fuori

Disturbo di panico

Anche questo è un disturbo molto noto, la cui definizione in alcuni casi è usata impropriamente.

Si caratterizza per ripetuti attacchi di panico, ovvero episodi improvvisi e di breve durata (non più di 30 minuti in genere) caratterizzati da estrema paura e sintomi fisici come tachicardia, fame d’aria, vertigini, oltre che dalla sensazione di essere sul punto di morire o impazzire.

E’ un disturbo relativamente diffuso che necessita di intervento integrato

Per approfondire: Disturbo di panico: quando perdere il controllo è necessario – Manifestazioni cliniche e trattamento

Agorafobia

A differenza di ciò che molti credono, l’agorafobia non è “semplicemente” la paura degli spazi aperti: essa può manifestarsi in spazi aperti, ma anche in spazi chiusi, affollati, su mezzi di trasporto o, in generale, in tutte quelle situazioni in cui potrebbe essere complicato fuggire o ricevere soccorso, in caso di emergenza.

Determina spesso una rilevante limitazione della vita sociale e delle attività quotidiane

Per approfondire: Agorafobia: paura di non avere scampo – Sentieri per smettere di cercare una via di fuga

Disturbo d’ansia indotto da sostanze o farmaci

Ebbene sì, alcune sostanze o farmaci possono provocare attivazione ansiosa e, a volte attacchi di panico.

Naturalmente, la correlazione del quadro ansioso con l’assunzione della sostanza o del farmaco deve essere confermata da un’attenta analisi clinica, da parte di un professionista.

Le sostanze implicate possono essere molteplici e, naturalmente, esse non provocano lo stesso effetto su tutti gli individui, ma agiscono diversamente sulla base della predisposizione individuale e delle condizioni cliniche soggettive.
Le più frequentemente implicate sono:

  • Alcol
  • Caffeina
  • Cannabis
  • Cocaina
  • Oppiacei
  • Allucinogeni
  • Amfetamina o altri stimolanti
  • Ipnotici o ansiolitici con effetto paradosso in alcune categorie di pazienti (prevalentemente anziani o pazienti affetti da demenze)

Trattamento

Il trattamento dei disturbi d’ansia può variare in funzione di vari fattori, fra cui:

  • Tipo di disturbo ansioso;
  • Intensità dei sintomi;
  • Caratteristiche individuali del paziente

Generalmente, esso si avvale tanto di un trattamento farmacologico, da mantenere per un periodo di tempo variabile, e sempre sotto monitoraggio da parte dello specialista psichiatra, quando di un trattamento psicoterapico e, se necessario, riabilitativo.

Un approccio proteso a individuare eventuali fattori scatenanti, pensieri ricorrenti, può aiutare a prevenire nuovi episodi

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